Il mondo è diviso in buoni e cattivi?

Il mondo – o meglio le storie che popolano il mondo – è tipicamente diviso in buoni e cattivi, da sempre. Ho pensato a questa cosa per un po’ e credo che non sia così, dire “tu sei buono” o “tu sei cattivo” non è attribuire una qualità a qualcuno, ma solo e soltanto giudicarlo. E si sa, i giudizi non sempre sono veritieri e imparziali. Credo piuttosto che nel mondo ci siano due generi di persone: i forti e i deboli; coloro che hanno la forza di affrontare ogni nuovo giorno e chi rinuncia a viverli, quelli che lottano per ottenere qualcosa con fatica e quelli che sfruttano la via più semplice, la via del terrore. Ecco come vedo questo mondo.
Confermo, esistono i potenti e i deboli (in senso economico), e magari i potenti potrebbero essere avvantaggiati, ma quanti di loro in realtà sono deboli e perdono molto di quel che hanno per affermare un potere effimero? Per fuggire da una realtà dura da affrontare? Non credete siano più forti coloro che non hanno niente, ma con impegno, forza e sacrificio riescono ad arrivare lontano, vincono qualunque controversia e riescono a realizzare un sogno che sembrava lontano?
Ammiro la forza di chi ogni giorno combatte contro la quotidianità, contro la routine, contro un figlio capriccioso, contro un collega debole o un capo che spadroneggia. Ammiro chi vive la vita con la determinazione di arrivare in fondo ai propri sogni e non li abbandona mai. Al contrario disprezzo i bulli che si armano di terrore per sopraffare i più piccoli, i potenti che sentono il costante bisogno di imporre la propria superiorità, i criminali che derubano il prossimo anziché guadagnare.
Alle vittime di queste prepotenze incito ad avere coraggio, a diventare forti e reagire. I deboli non siete voi, ma sono loro.
Ai tempi delle elementari fui presa di mira da un gruppo di ragazzine che fino a poco prima erano mie amiche, per me fu terribile vedermi voltare le spalle dalle mie compagne e sentirmi sbeffeggiare, non capivo perché e rimasi delusa, ferita. Lasciai che le cose scorressero, anche perché ero troppo piccola per poter razionalizzare quanto successo, e alle medie, puntuale, una bulletta iniziò a fare la prepotente, bastò risponderle a tono una sola volta e non mi rivolse più la parola. Certo, vedevo gli altri che parlavano male di me alle mie spalle e non nego che questo mi facesse sentire inappropriata, ma piano piano ho realizzato che non ero io quella sbagliata, ma era la loro debolezza che li spingeva a giudicare gli altri, lo sminuire gli altri dava loro la forza per guardarsi allo specchio la mattina. Ma quel genere di forza non è altro che una manciata di polvere che vola via e li lasciava a mani vuote.

Fatemi sapere cosa ne pensate, anche voi avete subito in passato? Avete trovato la forza per rialzarvi? Lasciate un commento qua sotto!

     -Ronny-

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