Il Signore degli Anelli – J.R.R. Tolkien

Titolo: Il Signore degli Anelli
Autore: J.R.R. Tolkien
Genere: Romanzo fantasy
1° edizione: 1955
Lingua originale: inglese
Ambientazione: Terra di Mezzo
Protagonista: Frodo Baggins
Pagine: 1108 (più varie appendici)

Trama:

Questa è in assoluto la trama più difficile da riportare, ma farò del mio meglio.
Abbiamo la verdeggiante Contrada, abbiamo uno Hobbit con una storia in parte misteriosa e in parte gloriosa alle spalle ed il suo giovane nipote. Inizia tutto così, con una festa di compleanno e l’apparizione di un misterioso stregone. Si riunisce una piccola comitiva di Hobbit, si unisce un Ramingo (e che Ramingo), dopodiché arrivano un elfo ed un nano, e un principe con uno stregone che non è mai nè in anticipo nè in ritardo, ma arriva sempre nel momento in cui deve arrivare. Ecco dunque la compagnia dell’Anello, destinata a distruggere il Male impersonato da Sauron attraverso il suo strumento di maggior potere: l’Anello.
Il viaggio è ricco di avvenimenti, divisioni, incontri, scontri… è assolutamente impossibile riassumere tutto quello che accade, ma la trama è travolgente, gli scenari sono ricchissimi e mozzafiato, i personaggi sono un’infinità e sono tutti caratterizzati diversamente.

Cosa ne penso…

Parto con il dire che Il Signore degli Anelli è stata in assoluto la lettura che ho tirato più per le lunghe. L’ho interrotto decine di volte, ho letto altri libri, poi l’ho ripreso, per un periodo non ho addirittura letto niente, insomma tra di noi c’è stata una storia complicata e ormai è giunta (quasi) al termine.
So che tutto ciò che dirò non sarà mai all’altezza, ma dato che lo faccio per passione so che tutto ciò che leggerete sarà assolutamente sincero.
Una delle primissime cose che saltano all’occhio leggendo Tolkien sono le descrizioni. Tolkien descrive qualunque scena (paesaggio, personaggio e azione) nel modo più minuzioso che esista; questi periodi sono veramente molto lunghi e, come è ovvio che sia, rallentano moltissimo la narrazione ma d’altra parte regalano al lettore delle immagini molto chiare e vivide, tutto sembra muoversi in spazi reali e meravigliosi grazie alle parole scritte.
Ci sono poi i personaggi. I molti personaggi. Gli innumerevoli personaggi. Più volte ammetto di essermi trovata in difficoltà con i nomi, ce ne sono tantissimi, anche il personaggio più irrilevante e che comparirà solo per mezza pagina ha una sua caratterizzazione. La cosa che ho adorato però è il continuo mutamento sia fisico che morale, il percorso che ogni personaggio affronta per una personale crescita. Ho adorato tantissimo sotto questo punto di vista Merry e Pipino, i nostri due cari amici Hobbit. Inoltre Aragorn affronta moltissimi mutamenti che rivelano tutte le sfaccettature della sua natura, delle sue radici e del suo destino. Di Gandalf non parliamo neanche.
Una particolarità del libro è che ha continui picchi di narrazione che vengono spezzati dal cambiamento di punti di vista dei vari gruppi di personaggi. Questo è sicuramente il modo per incuriosire il lettore e lasciarlo sull’orlo del baratro per poi riportarlo in fondo alla montagna da scalare (so che la metafora è confusa e poco chiara, ma capitemi), insomma un modo per scatenare la voglia di leggere e andare avanti nella storia. Ammetto che con me ha funzionato un po’ male perché in quei punti ero più propensa ad abbandonare la lettura che a continuarla, ma solo perché ho passato periodi di stanchezza e improduttività che non c’entrano niente.
In generale il libro è stato meraviglioso, ho ammirato dalla prima all’ultima parola la fantasia di Tolkien e trovo veramente poche parole per lodare un’opera di questa mole. L’unico punto debole è la lentezza con cui scorre, che d’altra parte è il suo punto di forza perché le descrizioni sono veramente magnifiche.
Di tutti i personaggi, e spero di non essere l’unica a pensarla così, ho odiato tantissimo Frodo. Al contrario, ho amato sin da subito Aragorn, durante il corso della storia invece ho trovato sempre più piacevoli Gimli, Merry e Pipino. E stavo per dimenticarmi il pezzo forte: Ombromanto, lui si è fatto il mazzo per tutti alla fine.
Ci sarebbero ancora tantissime cose da dire, ma questo post è veramente troppo lungo, quindi per ora la finisco qui. Magari quando vedrò i film (esatto, ancora non ho visto i film) vi racconterò cosa ne penso e li confronterò con il libro per fare due chiacchiere più approfondite.

“Tre Anelli ai Re degli Elfi sotto il cielo che risplende,
Sette ai Principi dei Nani nelle lor rocche di pietra,
Nove agli Uomini Mortali che la triste morte attende,
Uno per l’Oscuro Sire chiuso nella reggia tetra,
Nella Terra di Mordor, dove l’Ombra nera scende.
Un Anello per domarli, un Anello per trovarli,
Un Anello per ghermirli e nel buio incatenarli.
Nella Terra di Mordor, dove l’Ombra cupa scende.”

Voto: 4.5

4.5

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