Macchia blu

Eccomi qui, finalmente a scrivere, nero su bianco. È una sensazione che mi ha sempre liberata dalla quotidianità. L’inchiostro scorre lento, qualcosa blocca la mia mano, scrivo a fatica queste poche parole. Lascio un attimo la penna riposare e alzo lo sguardo, stiro la schiena e sciolgo un po’ le mani. Respiro profondamente una, due volte per ritrovare la calma. Riprendo la penna e torno sul mio foglio. Lo fisso per un attimo; è macchiato, proprio qui sotto, come ho potuto non notarlo prima? Devo avere proprio la testa altrove stasera per non vedere questa macchia blu.

macchia di inchiostro blu

Più lo guardo e più mi appare nitida la sagoma di un ragazzo seduto su una pietra con lo sguardo basso, sembra pensieroso. Mi sento un po’ parte di questa macchia blu, un po’ tormentata anche io, ma invidio quella tranquillità che nonostante tutto sembra avvolgerlo. C’è pace in quell’inchiostro. Ruoto il foglio di 90° in senso orario per studiare meglio la figura. Sì, è proprio un ragazzo.
Chissà a cosa sta pensando così intensamente, non sembra qualcosa di opprimente, è sereno. Un viaggio forse. Il ragazzo si è mosso, adesso è seduto con la schiena dritta… sembra che mi stia fissando. Ma che assurdità! Eppure mi pare di sentire il suo sguardo, seppure sia solo una macchia indistinta sento chiaramente la sua presenza farsi più forte. Accenna una smorfia e mi allunga una mano. Chi sei tu? Mi tende nuovamente la mano, con impazienza. Avvicino la punta della mia penna a lui e mi sento come travolgere da un turbine.

Vedo di fronte a me quel ragazzo fatto d’inchiostro blu, adesso posso scorgere ogni suo lineamento, gli occhi scuri ed il sorriso bianco. Tutto intorno c’è solo il bianco del foglio. Mi guardo le mani, sono una buffa bozza di inchiostro nero, eppure allo stesso tempo sono reali. Vedo la penna che fino a poco tempo fa stringevo in mano dare vita ai miei vestiti, alle mie gambe e ai miei piedi, poi si riposa inerme. Il ragazzo azzurro mi prende per mano e inizia a correre, facciamo lo slalom tra le parole scritte e saltiamo le righe della pagina. Superiamo i confini reali dello spazio e intorno non resta altro che uno sconfinato mare di fogli.
«È come vivere in un… in un…»
«In un mondo di carta.»
«Sì…»
Il mio sguardo continua a volare immerso nel paesaggio di carta. Vedo i delfini saltare tra le onde, vedo le piante scosse dal vento, le nuvole correre nel cielo… Un nuovo mondo che mi sconvolge e avvolge. Guardo il ragazzo blu.
«Ma tu chi sei?»
«Sono il colore che hai donato a questo mondo di carta, puoi chiamarmi Blue.»
«E come hai fatto a portarmi qui?»
«Ci sei venuta tu.»
Tutto questo non ha senso, ma poi penso che quando impugni una penna la realtà perde ogni potere su di te, ogni cosa diventa lontana e resti solo tu, nel tuo universo. Questo è il mio, posso viaggiare, vedere cose oltre la mia immaginazione. Posso essere libera.
Corro verso il mare, sono così strane quelle onde che si infrangono sulla riva, una spuma di carta che accarezza i miei piedi. Respiro profondamente. Questo è il mio posto, lo sento. Mi lascio inebriare dalla brezza con il desiderio che mi porti lontano. Apro gli occhi e vedo Blue accanto a me, stiamo sorvolando il mare insieme ai gabbiani. Mi esibisco in una capriola di felicità e Blue si avvolge intorno a me creando sfumature di ogni blu possibile. Atterriamo su un’isola, guardiamo quelle strane tartarughe di carta scavare buche nella sabbia, ci sediamo sotto una palma e sorridiamo all’orizzonte.
«Qui com’è il tramonto?»
«Come ogni altra cosa, bianco.»
«Oh… ma un tramonto bianco che fascino ha?»
«Se vuoi, possiamo sempre colorare la notte.»
Restiamo a guardare il sole sfiorare i fluttui e sparire lentamente. Ci guardiamo negli occhi, allunghiamo una mano l’uno verso l’altra fino a toccarsi e ci sentiamo travolgere in una dolce spirale. Come quando volavamo ci sentiamo parte l’uno dell’altra, ci mischiamo mentre tingiamo la pagina e diventiamo una cosa sola. Siamo due macchie che si uniscono in un’unica grande armonia di colore. Guardo la volta scura che ricopre il mondo, le stelle compaiono e sento tutto lo stupore di Blue nel vederle.
«Sono magnifiche.»
«Sì, lo sono…»
In questo momento mi sento così inebriata, così completa e libera… sono parte del tutto , sono parte di Blue, pur mantenendo la mia identità. Posso essere ovunque e ovunque essere con lui. Ora che questo pallido cielo si è tinto di scuro ogni cosa sembra perfetta e percepisco che Blue prova lo stesso tenero sentimento verso la vita e l’universo poiché io ne sono parte. Noi ne siamo parte. Ci avviciniamo e ci sfioriamo, siamo macchie diverse in un mondo bianco e insolito, inesorabilmente ci attraiamo e con un bacio ci perdiamo definitivamente l’uno nell’altra.

D’un tratto apro gli occhi, la penna inerte tra le mie dita. Cerco con lo sguardo Blue, cerco il cielo e le stelle, ma tutto ciò che trovo è una macchia blu sul mio quaderno. Giro la pagina, nella disperata ricerca di un segno, ed eccolo qui, il mio cielo stellato, il mio attimo di infinito immersa nell’amore dell’altro.

     -Ronny-

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