#socialbookday

Ho recentemente scoperto che oggi è il #socialbookday, ovvero un’occasione per ribadire il nostro amore per i libri e per spingere gli altri verso questa passione, quindi ho deciso di dedicare un post a questa “festività”.

Forse l’ho già detto, o più probabilmente no, ma colgo questa occasione per parlarvi di me e della mia relazione sentimentale con i libri.
Ho iniziato a leggere da quando ero piccola, cioè da quando ho imparato. Essendo stata una bambina molto fantasiosa mi sono subito immersa nei magici mondi che le parole costruivano, per non parlare del fatto che a 7 anni mi sono ritrovata in una casa nuova, in una città nuova e senza amici. I libri mi hanno accompagnata e salvata, hanno riempito molte giornate buie. Durante il periodo delle medie ebbi la fortuna di conoscere una ragazza che amava i libri tanto quanto me, fu un periodo molto prolifico dal punto di vista libroso. Nonostante la nostra amicizia terminò con l’inizio delle superiori la ricordo ancora con molto affetto.
Da quel momento in poi il tempo per le letture è gradualmente diminuito, se prima leggevo una saga del calibro di Eragon in 3 giorni, ora per finire un libro di appena 200-300 pagine ci metto una settimana. Nonostante questo ho iniziato a leggere libri di maggior spessore, di generi differenti e posso dire che nonostante tutto la mia visione si è ampliata molto, e con visione intendo dire che la mia mente si è aperta di più.
Credo che ogni genere di libro che leggo stia nella mia mente su livelli differenti, sia chiaro, non sono livelli di importanza, ma semplicemente sono categorizzati. Mi spiego, i fantasy sono un po’ come l’evasione dal mondo, il mio angolo di paradiso dove tutto può accadere e dove mi sento sempre un po’ partecipe; i classici fanno parte di un aspetto più critico, li guardo sempre con lo sguardo di un alunno rivolto al suo professore preferito, assimilo il più possibile le lezioni di stile, trama e forma, per non parlare delle vecchie mentalità e abitudini; poi ci sono libri che mi regalano lezioni di vita e che restano sempre presenti nella mia mente, tra questi devo per forza citare La ragazza delle arance, L’eleganza del riccio e L’Alchimista. I thriller invece sono intriganti e tengono mente e spirito vigili ed emozionati fino all’ultima pagina. Ovviamente dietro c’è molto altro, ma questo era per rendere l’idea, non può esistere un semplice grande insieme di Libri, poiché ognuno di loro lascia un segno unico, ogni libro ricorda non solo una storia, ma una parte della nostra storia.
Ricordo quando scoppiò il fenomeno Twilight, io andavo alle medie e mi confrontavo con la mia amica, eravamo fan sfegatate ed eravamo emozionatissime dell’uscita dei continui. Col senno di poi capisco quanto Twilight sia poco ricco e originale, ma ogni volta che vedo quel libro mi ricordo di quel momento della mia vita, e così con tutti i volumi della mia libreria. I libri sono frammenti d’anima, sono un amore a doppio senso, loro ti regalano sogni, vite e mondi nuovi, tu doni loro un frangente della tua vita che custodiranno per sempre.

Ecco cosa sono i libri per me, questo è l’amore che ci unisce.
Non sono certa di esser stata chiarissima nelle spiegazioni, ma spero che capiate e che anche voi condividiate il mio stesso amore.

     -Ronny-

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2 thoughts on “#socialbookday

    • Ronny il said:

      Io l’ho scoperto un paio di giorni fa, giusto in tempo per scrivere qualcosa, ma ora che lo so spero di poter essere più preparata per l’anno prossimo!

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