Solo pregiudizi?

Input: Scrivi una storia che tratta di “Cosa il vicinato ha visto”.

Erano le prime luci dell’alba e, come al solito, l’anziana signora Flopper spalancava le finestre di casa sua e iniziava a scrutare con occhio attento i movimenti dei vicini, come è buona abitudine di tutte le signore anziane del paese. Scrutava il cantiere che stava proprio davanti a casa sua, i lavori erano ormai iniziati da tempo e conosceva tutti quanti i muratori che vi lavoravano. Si chiedeva chi sarebbero stati i nuovi occupanti del nuovo condominio a quattro piani. Sperava in qualche zitella con cui poter sparlare di tanto in tanto.
“E quello chi è?” Un inaspettato evento scosse la routine della signora: dal cantiere era appena uscito un uomo, aveva svoltato a sinistra ed era sparito dietro agli edifici. Ma lei non aveva visto entrare nessuno la sera prima, né lo aveva mai visto uscire di lì le mattine precedenti. Prossimamente sarebbe sicuramente stata più attenta; era un caso che l’uomo fosse passato di lì o lo faceva sempre senza esser visto?
La mattina dopo si ripeté la stessa scena: la signora Flopper si alzò, aprì le finestre e dopo poco eccolo lì, che camminava tranquillamente fuori dal cantiere e spariva dietro l’angolo.

Più tardi…
“Gianna! Gianna!”
“Buongiorno signora Flopper.” Ti prego, ti prego fa’ che non mi fermi.
“Ma l’hai visto Gianna…- e ti pareva – che la mattina dal cantiere esce sempre uno? Sì, sì! La mattina presto, prima che arrivino tutti, vedo sempre un uomo che esce e se ne va. Sai cosa penso? Penso che sia uno di quei brutti barboni che non sa neanche dove dormire!”
“È probabile, ma comunque non ho visto niente, mi dispiace. Mi scusi ora, ma devo proprio andare. A presto.”
Durante la pausa pranzo Gianna ripensò all’incontro mattutino. Non aveva mai visto nessuno aggirarsi nel cantiere fuori l’orario lavorativo e l’idea di uno sconosciuto che girava in zona non le piaceva molto. Poteva essere un malintenzionato che guardava quali case restavano vuote durante il giorno per mettere in atto rapine con i suoi complici. Il solo pensiero le mise addosso agitazione e paura, decise che d’ora in poi avrebbe tenuto gli occhi aperti e sarebbe stata ben attenta a chiudere tutte le finestre di casa.
Una volta tornata a casa, a cena la donna parlò della scoperta della signora Flopper al marito e gli riferì delle sue paure. Lui la rassicurò, ma acconsentì nel chiudere sempre tutte le finestre di casa, anche solo per stare in cortile.
La signora Flopper si premurò che tutto il quartiere venisse a conoscenza del misterioso barbone che la mattina usciva dal cantiere, ma che nessuno vedeva entrare la sera. Si crearono allarmismi e molti si lamentarono con i muratori per la poca attenzione che avevano posto nel lasciare il cantiere incustodito durante la notte. Loro non sapevano niente dello sconosciuto ed erano ben certi che la sera i cancelli venivano sempre chiusi, ma si sa, se qualcuno voleva passare non sarebbe certo stato un cancello a fermarlo.
La situazione andò avanti per qualche giorno e più i pettegolezzi si diffondevano, più le persone la mattina tenevano d’occhio il cantiere e più il panico iniziava languidamente ad appropriarsi dei cuori dei residenti. Era vero, pressoché tutti avevano visto lo sconosciuto, ma nessuno capiva da dove venisse o dove andasse. Era un fantasma, girato l’angolo si dissolveva nello stesso modo in cui la mattina riappariva. Le forze dell’ordine furono avvertite e sollecitate da più persone, tanto che iniziarono a passare pattuglie di controllo regolarmente tre volte al giorno. L’uomo non si vide più e i poliziotti diminuirono la frequenza con cui passavano davanti al cantiere.
Passarono dieci giorni prima che lo sconosciuto riapparisse e i poliziotti riuscirono ad avvistarlo e fermarlo prima che svoltasse l’angolo. La signora Flopper corse in strada a perdifiato.
“È lui! È lui lo riconosco!”
“Signora la preghiamo di stare indietro. Scusi il disturbo signore, ma dovrebbe seguirci in caserma.”
“Perché? Cosa succede?”
“È solo un controllo lontano da occhi indiscreti. È stato visto spesso passare da qui ultimamente e quella – indicando il cantiere – è proprietà privata.”
“Oh, no, mi perdoni ma non volevo invadere nessuna proprietà.”
“Bugiardo! Sei solo un mascalzone, qui vivono delle persone per bene!”
“Signora rientri in casa, lei non dovrebbe stare qui.”
“La prego di calmarsi; non sono un bugiardo e non ho mai fatto male a nessuno. Vivo dalla parte opposta del cantiere e da poco ho trovato lavoro nelle vicinanze, così la mattina sfrutto il giardino per fare un po’ meno strada. Vedete, in quel punto la rete del cantiere è aperta e io mi sono permesso di sfruttarla per far presto e arrivare a lavoro puntuale.”
“Ci dispiace averla disturbata signor…”
“Mi chiamo Andrea Sani.”
“Signor Sani, le dovremmo però chiedere la Carta d’Identità, sa è per prassi.”
“Nessun problema, ecco a voi.”
“Registro i dati e gliela restituisco subito.”
Il signor Sani e i poliziotti si congedarono, la signora Flopper tornò alle sue faccende borbottando sommessamente e il poliziotto con i dati andò a controllarli sul registro elettronico in auto.
“Tommy, guarda un po’, questi sono i risultati dal database.” Tommaso si avvicinò allo schermo.

Andrea Sani, uomo, italiano.
Data di nascita: 3/08/1984
Nessun precedente.
Referto in data 16/02/2010: Andrea Sani deceduto per causa violenta. Il corpo ritrovato nel cantiere nei pressi di casa sua mostra segni di violenza. L’assassino non è stato ritrovato.

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