Stalker

Input: Scrivi un flusso di coscienza di una donna la cui vita è cambiata in 3 minuti.

Finalmente le 18:30. Oh, che bellezza, i piedi liberi. Oggi è stato veramente caldo. Ho lasciato il portatile sul letto, la camera è rovente. Spalanco la finestra, l’albero del vicino è così grande da riuscire quasi a toccare la persiana. Però che bello. Da piccola anche io avevo un albicocco, quanti dolci frutti ho mangiato. Chissà perché ormai non ne fa più, probabilmente è troppo vecchio. Eppure fa così tante belle foglie verdi, è sempre in salute.
Accendo il ventilatore dello studio, l’aria fresca è proprio ciò che ci vuole. Lo schermo prende vita. Stasera devo assolutamente pubblicare un nuovo post… e anche una recensione. Sono rimasta indietro. Password. Lada1973. Sì, ho finito ieri Orgoglio e Pregiudizio. Certo che palla, e poi se ne parlo male sai quanta gente mi darà contro? No, va beh, devo farlo per forza. Alla fine a chi importa? Si tratta di un parere, ognuno è libero, no? E allora è deciso. E poi… Google, ricerca. Facebook. Nuova scheda. Benvenuto! Effettua l’accesso o registrati. Login. Password. Lada1973. Ma poi, tutte queste password, servono davvero? Uff… che caldo. Insomma, agli hacker cosa frega del mio blog? Una notifica. Un nuovo messaggio dalla pagina. Ehy bella, ti volio conoscere. Mi intrighi. E questi da dove vengono fuori? Ma davvero questi approcci funzionano? Nuovo documento OpenOffice. Forse dovrei fare prima la recensione. No, quella dopo. Allora… Qualcosa di interessante. Un’altra notifica. Un altro messaggio. Non igniorarmi, lo so che leggi. So che sei al tuo schifosoo compiuter, nel tuo schifoso studio. Dio mio, questo chi è? E che vuole? La porta di casa è chiusa? Mettiamo anche il ferro, non si sa mai. Non è la porta che mi fermerà. Ho detto che volio conoscerti. Non ho chiesto il tuo consenzo. Ok, mi sto spaventando. Chi sei? Tutto questo non ha senso. Ho visto la tua pagina, ho scoperto chi sei. Mi piaci. Volio incontrarti. Mi ispiri sesso. Che schifoso, ma come si permette? Guarda che chiamo la polizia! Smettila immediatamente. Il punto è questo bellezza… Dio, quanto scrive veloce. Non puoi chiamare nessuno. Il tuo telefono non funziona. Non è possibile, è nuovo. Lo schermo è nero. Non dà segni di vita. Non si accende. Oddio. Chiudo le finestre, chiudo la porta dello studio. Giro la chiave. C’è silenzio. Poi una notifica dal pc. Non voglio leggerla. Chiudo il portatile e resto seduta. Ho la mente vuota. Suona il telefono. Ma non era spento? Nuovo SMS. Le mani sono umide, ghiacce, non riesco a usarle come voglio. Sento il telefono scivolare come una saponetta. Riapri subbito quel compiuter. Non ho finito con te. Oddio ma chi è? Ma il telefono ora fa! Posso chiamare qualcuno. 1. 1. 2. Lo schermo si spegne. No! No!! Nuovo SMS. Smettila putana o ti ritroverai in una situazione molto sgradevole. Fai come dico. Riapro il pc. Lo schermo è incomprensibile. Le lacrime cadono bagnando la tastiera. Le mani mi tremano. Non riesco neanche a scrivere bene. Dimmi cosa vuoii da me. Bum. Il portone. Qualcuno sta sbattendo contro il portone. Ti prego, ti prego. Dimmi cosa vuoi. Non farmi del male. Bum! Certo, ora te lo dico. Opure te lo faccio direttamente vedere. Bum! Aaaaaaaah! Nooooooo! Noooooooooo! Aiutooooo! Il pavimento è così freddo al contatto con la mia pelle. Bum. Bum. Un sapore acido mi sale fino in bocca. Lo stomaco si contrae, non ho le forze di alzarmi. I suoni mi arrivano ovattati. Non capisco neanche in quale punto della stanza sono. Non capisco neanche se sono seduta o in piedi. O in terra? Sento qualcuno lontano. Non voglio vederlo, non voglio. “Lada apri questa cazzo di porta! Che sta succedendo?” È così lontano. Non so dov’è la porta. “LADA!” Però questa voce…

“Tesoro, sei sveglia? Come stai?” Quanta nebbia. Quanta luce. Chi c’è? “Lada, sveglia piccola. Riesci a sentirmi?” Sì. Sì? Ma non so… cos’è questo odore? Chi ha lavato il pavimento con il disinfettante? Lo stesso odore dell’ospedale in cui andai da piccola, con mamma. Mi ruppi un braccio. Lo stesso odore. “Che succede?” “Oh, Lada, ero così preoccupato. Ti ho trovata a casa svenuta, c’era un sacco di casino. Ti ricordi cosa è successo?” A casa… sì, sì, ero al pc. Stavo scrivendo per il blog. Qualcuno mi aveva scritto. Oddio. Qualcuno mi aveva scritto! Dov’è lui? Se non gli rispondo verrà qui! Oddio no! “Calmati, calmati! Che ti prende?” “Se non gli rispondo lui verrà qui!! Mi prenderà! Vuole farmi del male!” “Chi vuole farti male? Nessuno può venire qui ora.”
“Lui È qui!!!”
Bum.
La porta.
Bum.

-Ronny-

Lascia un commento