Storia di una vita molto piccola

ImmagineIn seconda media la mia professoressa dette da fare per casa un tema da basare su alcune tracce che lei aveva scelto. Una di queste tracce era: “Come sarebbe la vita se fossimo piccoli come formiche?”
Da quella traccia iniziai subito a scrivere un tema, ma questo tema non riuscivo mai a finirlo. Mi venne l’idea di farlo diventare un libro, ma il  racconto è rimasto incompiuto.
Qui metterò la prima parte della storia, non so se la metterò tutta, magari non vi piace neanche.
Buona lettura, e grazie di leggere le mie storie.

Un Mondo da Salvare

La scuola era finalmente finita, un momento che aspettavo da molto tempo ormai, e, anche quest’anno, la mia famiglia ed io andammo a Floreto, un piccolo paesino che si trovava in una pianura circondata quasi completamente dal bosco. Avevamo comprato una casetta a poche decine di metri dal paese, ci si poteva arrivare comodamente in bici. La nostra abitazione si trovava su di una collinetta, la facciata dava sul bosco poco distante, mentre dal retro si poteva vedere tutto il paese, anche perché era molto piccolo. Non avevo amici ed ero sempre sola; nella mia solitudine mi piaceva stare sdraiata sull’erba, sotto l’ombra dei due alberi che si trovavano proprio davanti a casa.
Era sera e, come sempre, c’era silenzio, mi alzai dal mio soffice e caldo letto senza farmi sentire da nessuno per stare un po’ sola al fresco delle notti estive. Uscii dalla casupola e mi sedetti sull’umida erba a contemplare il cielo stellato: “Come può una diciassettenne non aver ancora trovato una vera e sincera amica con cui confidarsi e passare i momenti più belli insieme?…” pensai tra me e me. Mi sdraiai completamente e questa volta svuotai la mia testa da ogni pensiero; solo pochi minuti dopo vidi una bellissima stella cadente nel bel mezzo di quel cielo pulito e sereno, dove la luce della luna piena bastava ad illuminare il mondo intero, portai lo sguardo verso il boschetto che si estendeva a pochi metri da me e mi chiesi:
-Chissà come è la vita quando si è piccoli come una formica?- Senza nemmeno accorgermene i miei occhi si chiusero e mi addormentai profondamente cullata dal canto dei grilli.
Quando mi risvegliai la mattina, mi ricordai della sera precedente e sperai dal più profondo del cuore che i miei genitori non fossero in ansia per me, quando mi accorsi di una coperta che ricopriva il mio corpo. Capii che mi avevano già cercata e trovata. Il sole brillava caldo nel limpido cielo chiazzato qua e là da piccole nuvole candide dalle mille forme e dimensioni. Le fresche tonalità dei fiori variopinti risplendevano al sole, donando loro riflessi sempre nuovi, la fresca rugiada donava loro una piacevole luminosità e la brezza mattutina li faceva appena oscillare, ma bastava per far cadere qualche goccia sulla terra umida.
Restai immobile per qualche secondo ad osservare il paesaggio che mi si presentava davanti, poi mi alzai per avviarmi alla casupola. Improvvisamente mi sembrò che tutto stesse crescendo, anche troppo, o forse ero io che stavo diventando più piccola? Questo non mi fu immediatamente chiaro, ma di una cosa ero certa, qualcosa non andava per il verso giusto. I fili d’erba che fino a qualche secondo prima mi erano parsi non più alti di due o tre centimetri, ora erano alti almeno dieci metri. I petali dei fiori più bassi non erano neanche sfiorabili, i tronchi degli alberi erano enormi ed io non sapevo più dove andare visto che ero diventata piccola come una formica. Mentre mi guardavo intorno stupita, mi chiedevo come potesse esser successo tutto ciò, ma non riuscivo a trovare una spiegazione logica all’episodio che mi era capitato.
Ad un tratto, fra alcuni insetti di transito, spuntò fuori una ragazza della mia età credo, era molto carina, i lunghi e lisci capelli rossi le ricadevano sulle spalle, gli occhi erano scuri ed era vestita con petali di rosa bianchi; due cose mi colpirono di lei: era alta quanto me ed aveva le orecchie sproporzionate a punta, proprio come un elfo. La domanda uscì dalle mie labbra quasi da sola, con una punta di stupore:
– Sei un e…–Ronny-
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