Storia di un’amazzone – Parte 1

Questa era la storia che avevo pensato di scrivere dopo aver letto Wonder Woman. Lunedì avevo buttato giù una bozza di trama e oggi la ho iniziata a mettere per iscritto a modino. Spero vi piaccia.
Anche quell’anno, dopo un inverno più freddo del consueto, il bosco tornava ad animarsi di germogli pallidi, riscaldati dal tenue sole che faceva capolino fra le nuvole; la mattina la rugiada tornava a bagnare i fili d’erba facendoli piegare sotto le pesanti gocce e piano piano anche gli animali si risvegliavano e tornavano a render viva quella selva. Era arrivato per me, come per le mie sorelle, il momento di iniziare a prepararsi per l’incontro.
Eravamo una tribù di una o due centinaia di persone, eravamo tutte sorelle e nessuno era mai riuscito a trovarci. Vivevamo in un posto che appariva magico a chi credeva alla magia, divino a chi credeva agli dei, ma per tutte era la nostra casa. Stanziavamo lì da generazioni, sulle sponde di un lago creato da una cascata, protette dalla natura e dalla dea Diana.
Entro un paio di giorni fummo pronte, eravamo una cinquantina, guidate dalla nostra sorella Defna. Camminammo un giorno intero tra il vociferare di chi non aveva mai preso parte a questa bizzarra escursione e chi invece voleva che questo supplizio durasse il meno possibile.
«Anche quest’anno ci tocca»
«Già, e spero che questa volta vada bene…»
«Vedrai che andrà bene»
Ogni anno noi amazzoni adulte lasciavamo il bosco per una notte e andavamo al vicino villaggio di Kraun. Avevamo stipulato un patto, moltissimi anni fa, con gli uomini che abitavano lì: ogni primavera noi ci dirigevamo alle porte del paese, alcuni uomini sarebbero usciti e insieme dovevamo continuare a dar vita alla stirpe delle amazzoni. Quegli individui non potevano conoscere la nostra identità poiché il patto prevedeva che tutto rimanesse racchiuso nell’oscurità. Per me era ormai il quarto anno, come per la mia amica Alela, ma lei aveva già avuto due bambine, mentre io non ero mai riuscita a restare incinta neanche di un maschio. Se mi fosse andata male ancora un paio di volte non sarei più tornata lì, sarei invece rimasta insieme alle altre sorelle non feconde a guardia della tribù o a curare le sorelle più piccole.
La mia mano si posò sul ventre, mentre pregavo Diana, Era e qualunque dea per avere la possibilità di avere una bambina.
«Eran, non pensarci. Ti fai solo del male in questo modo. È successo molte volte che una sorella restasse incinta solo dopo molti tentativi.»
«Non vorrei che questa fosse l’ultima prova.»
Prima del tramonto eravamo già vicine alle mura, così ci prendemmo una pausa per riposare e mangiare prima che giungesse la notte.
Il villaggio di Kraun si estendeva su una pianura abbastanza ampia da comprendere un piccolo castello circondato da case costruite secondo un ordine geometrico sorprendente. L’ordine era sconcertante, ma bastava spostare lo sguardo appena fuori dalle mura per vedere ammassi di catapecchie e edifici circondati da campi e stalle. Da quella vallata partivano tre strade, una si dirigeva verso il nostro bosco e poi su per le montagne, da questa strada passavano per lo più mercanti e cacciatori; altre due strade andavano dalla parte opposta, verso nord-ovest e sud-ovest. Alcuni forestieri si potevano vedere entrare ed uscire dal villaggio, i contadini iniziavano a riporre i loro attrezzi nelle baracche e le guardie facevano la ronda. Il cielo iniziò lentamente ad arrossarsi, fino a far brillare l’intera pianura di colori caldi e rassicuranti. La pietra era diventata arancione, i campi marroni rossicci, le strade ocra, mentre le cintole dei soldati riflettevano la luce del sole abbagliando chiunque li guardasse.
Tutte guardavano il magnifico spettacolo che ci si presentava davanti. Nessuno però si ricordava quanto magnifiche fossero le montagne ghiacciate al tramonto. Mi voltai e le vidi, splendenti di mille cristalli rosa. Gli dei ci avevano fatto un grande dono quando ci permisero di vivere qui, quando ci hanno dato la vista per poter ammirare il loro potere che si manifesta in ogni cosa.
«Sorelle, il momento è giunto. Sapete cosa fare, io vi accompagnerò fin sotto le porte di Kraun, poi tornerò qui ad attendervi. Non fatevi scoprire»
     -Ronny-
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